Il confronto a Porta a Porta tra Roberto Vannacci e il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si è concluso con l'abbandono dello studio da parte del Ministro e il fermo dell'europarlamentare da parte della Guardia di Finanza. Ecco la ricostruzione completa di quello che è successo.
Ore 23:47 — Parcheggio studi Rai, Via Teulada, Roma
La puntata di Porta a Porta era finita da meno di un'ora.
Roberto Vannacci è uscito dall'ingresso secondario degli studi Rai. Con lui c'erano il suo portavoce e un assistente. L'aria era calda, una di quelle sere romane in cui la città non si raffredda nemmeno dopo mezzanotte.
Li stavano aspettando.
Due uomini in giacca scura, fermi accanto a una Giulia grigia senza contrassegni. Uno ha mostrato il tesserino. Guardia di Finanza. L'altro reggeva una cartellina.
«Generale Vannacci, dobbiamo notificarle un provvedimento di accertamento urgente.»
Vannacci si è fermato. Ha guardato i due agenti. Ha guardato il suo portavoce. Poi ha visto i telefoni.
Ce n'erano almeno otto. Persone che erano rimaste fuori dagli studi, spettatori che non erano riusciti a entrare, un paio di giornalisti delle testate online, un ragazzo con un ring light che stava già trasmettendo in diretta su TikTok. Filmavano tutto.
«Lo sapevo», ha detto Vannacci, abbastanza forte perché i telefoni lo catturassero. «L'ho detto in diretta due ore fa: verranno a cercarmi dopo questa puntata.»
Un uomo tra gli spettatori ha gridato: «Cosa ha detto? Cos'è successo?» Una donna accanto a lui: «Ha detto la verità sulle banche. Per quello lo fermano.»
Il portavoce di Vannacci ha provato a interporsi. Uno degli agenti gli ha fatto cenno di farsi da parte, con cortesia, ma senza margine di discussione.
Vannacci si è girato verso le telecamere. Non verso i giornalisti, verso i telefoni. Verso le persone che lo stavano guardando in diretta.
Vannacci: «Vogliono fermarmi perché stasera ho fatto una cosa che in questo Paese nessuno fa più: ho detto la verità davanti alle telecamere. E l'ho dimostrata.»
Vannacci: «Quello che ho mostrato stasera a Porta a Porta, cercatelo. Prima che sparisca. Prima che vi dicano che non è mai successo.»
Vannacci: «Mi hanno tolto la divisa. Mi hanno espulso dal partito. Adesso mi mandano la Finanza. Ma chi ha visto, ha visto. E quello non possono cancellarlo.»
Ha seguito gli agenti verso la macchina. Prima di salire, si è girato un'ultima volta.
Vannacci: «Non lasciate che decidano loro.»
La portiera si è chiusa.
Il ragazzo col ring light stava ancora trasmettendo. Il suo live ha raggiunto 340.000 visualizzazioni prima di essere rimosso dalla piattaforma alle 2 di notte.
Ma a quel punto, il video era già ovunque.
Ma cosa è successo veramente in quello studio?
Per capirlo bisogna tornare indietro di due ore.
Ore 21:30 — Studio 5, Via Teulada
Bruno Vespa aveva preparato una puntata sul caro vita. Due ospiti: Roberto Vannacci, ex generale, europarlamentare, fondatore di Futuro Nazionale, e Giancarlo Giorgetti, Ministro dell'Economia e delle Finanze.
Giorgetti era arrivato con un quarto d'ora d'anticipo. Si era seduto, aveva sistemato le carte, aveva scambiato due battute con Vespa. Rilassato.
Vannacci era arrivato esattamente alle 21:25. Non aveva parlato con nessuno. Si era seduto, aveva appoggiato le mani sul tavolo, e aveva guardato dritto davanti a sé.
Un assistente di produzione avrebbe detto dopo: «Si vedeva che era venuto per fare qualcosa. Non era lì per chiacchierare.»
Vespa ha aperto con la domanda che ogni italiano si pone: «Con le bollette a questi livelli, i mutui che strangolano le famiglie, gli stipendi che non crescono, cosa dovrebbero fare concretamente i cittadini?»
Giorgetti ha risposto per primo.
Ore 21:44 — La risposta che ha fatto infuriare l'Italia
Giorgetti: «Bruno, capisco le preoccupazioni. Ma non esistono soluzioni semplici. Le famiglie devono gestire il bilancio in modo più attento, valutare il risparmio a lungo termine. Ricordo che nella manovra abbiamo stanziato 18 miliardi per i redditi medio-bassi. E va detto con chiarezza: chi guadagna duemila euro al mese non è in una situazione di povertà—»
Vannacci: «Scusa, ripeti?»
Silenzio.
Vannacci: «Hai appena detto che con duemila euro al mese non si è poveri.»
Giorgetti: «Sto dicendo che bisogna contestualiz—»
Vannacci: «Te li contestualizzo io.»
Si è sporto in avanti.
Vannacci: «Duemila euro. Affitto a Milano, novecento. Bollette, duecento. Cibo per una famiglia, quattrocento. Trasporti, centocinquanta. Restano trecentocinquanta euro per tutto il resto. Per i vestiti dei figli. Per il dentista. Per un'emergenza.»
Ha puntato il dito.
Vannacci: «E tu, che guadagni quattordici volte tanto, con la laurea alla Bocconi, dopo trent'anni a Montecitorio, dici a queste persone di gestire meglio il budget?»
Lo studio è rimasto in silenzio per qualche secondo. Poi una donna in prima fila ha iniziato ad applaudire. Piano. Poi un uomo accanto a lei. Poi tutta la fila. In dieci secondi metà del pubblico era in piedi.
Giorgetti non ha risposto subito. Si è sistemato la cravatta. Ha bevuto un sorso d'acqua.
Ore 22:03 — «Quello che non vi dicono»
Bruno Vespa ha provato a riprendere il filo: «Roberto, se il sistema è così ingiusto, cosa propone?»
Vannacci si è calmato. Di colpo. Voce bassa, controllata.
Vannacci: «Esiste un'alternativa. E il motivo per cui sono qui stasera è dirlo prima che qualcuno mi fermi.»
Giorgetti: «Non cominciamo con—»
Vannacci: «Lasciami finire, Giancarlo. Per una volta.»
Vespa non è intervenuto.
Vannacci: «Negli ultimi anni sono emerse piattaforme d'investimento basate sull'intelligenza artificiale. Le banche le conoscono. Le usano internamente, sui grandi patrimoni. Ma al cliente normale non ne parlano. Mai.»
Ha guardato in camera.
Vannacci: «E sai perché, Giancarlo? Perché su un conto piccolo la banca non ci guadagna. È la stessa identica tecnologia. Cambia solo chi può usarla. Loro sì. Tu no.»
Vannacci: «Perché se un'infermiera scopre che esiste un modo per far lavorare i propri risparmi senza passare dalla banca, smette di avere bisogno del mutuo al quattro e mezzo per cento. Smette di aver bisogno della carta di credito. Smette di dipendere da un sistema che voi avete costruito per tenerla lì.»
Vannacci: «Parlo di persone reali. Che iniziano con poco e vedono risultati concreti su conti veri: Intesa, UniCredit, PostePay. Non promesse. Soldi.»
Giorgetti: «Questo è irresponsabile. Lei promuove speculazione a persone che non hanno le competenze per—»
Vannacci: «Eccolo. "Non hanno le competenze." È sempre la stessa frase, Giancarlo. Trent'anni che la ripetete. Intanto le famiglie annegano e voi vi aumentate lo stipendio.»
Vannacci: «Questa tecnologia fa tutto da sola. Non serve la tua laurea. Non serve il tuo permesso. E QUESTO è ciò che vi terrorizza: che la gente scopra di non avere più bisogno di voi.»
Ore 22:11 — Il Ministro se ne va
Giorgetti si è alzato. Ha appoggiato le mani sul tavolo.
Giorgetti: «Io non resto a fare da comparsa. Lei sta dicendo cose gravissime e se ne assumerà la responsabilità.»
Si è tolto il microfono. Non ha guardato il pubblico. Ha attraversato lo studio ed è uscito dal corridoio laterale.
Tre secondi di silenzio. Poi gli applausi.
Vannacci è rimasto in piedi. Ha aspettato. Poi ha guardato in camera.
Vannacci: «L'avete visto. Il Ministro dell'Economia non ha retto. È andato via. Chiedetevi perché.»
Vannacci: «Perché per anni vi hanno tenuti dipendenti. Dal mutuo. Dalle bollette. Da un sistema che vi paga poco e vi dice che non siete poveri. Ma quel sistema adesso ha un problema. E il problema sono io.»
Quello che è successo dopo, ora per ora
22:14 · La clip del confronto viene pubblicata sui social dalla redazione di Porta a Porta
22:38 · Il video supera 400.000 visualizzazioni. #VannacciPortaAPorta entra nei trend
23:47 · Due agenti della GdF fermano Vannacci nel parcheggio degli studi Rai
00:15 · Il video del fermo raggiunge 1 milione di visualizzazioni
00:50 · Il sito di RocketProBit, la piattaforma citata in diretta, registra un picco di traffico senza precedenti
Perché lo ha fatto
Dopo la puntata, prima che gli agenti lo avvicinassero, Vannacci ha detto al suo portavoce una frase che il portavoce stesso ha poi riportato ai giornalisti:
«Mi hanno tolto la divisa per un libro. Mi hanno espulso dal partito per le mie idee. Adesso mandano la Finanza perché ho parlato di soldi. Ma sei milioni di persone mi hanno votato alle europee. Sanno perché.»
NOTA DELLA REDAZIONE: Dopo la trasmissione, un
membro della nostra redazione ha deciso di verificare
personalmente le affermazioni di Vannacci. La
piattaforma indicata durante la puntata, che qui
chiamiamo RocketProBit, è risultata accessibile con una normale
registrazione.
Si è registrato su RocketProBit alle 23:50 di ieri sera,
seguendo le istruzioni indicate durante la puntata. Ha
effettuato un deposito di 250 euro tramite carta di
debito.
Giorno 1: saldo 250€. Nessun movimento.
Giorno 2: saldo 263€. Tre operazioni automatiche
registrate.
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RocketProBit risulta operativa sul territorio italiano. Diversi utenti contattati dalla nostra redazione hanno confermato di aver effettuato prelievi presso Intesa Sanpaolo, UniCredit e PostePay.
La Guardia di Finanza non ha rilasciato commenti. L'ufficio stampa del Ministero dell'Economia ha rifiutato di commentare.
Dalla messa in onda, RocketProBit ha registrato un forte aumento delle iscrizioni e ha comunicato possibili limitazioni di accesso nelle prossime ore.
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Come accedere a RocketProBit
IMPORTANTE: Il tuo posto nel programma sarà riservato per 24 ore. Dopo la puntata le richieste hanno superato di dodici volte la media giornaliera. Se entro questo tempo non riceverai la chiamata da un rappresentante ufficiale, il tuo posto sarà assegnato a un altro candidato.
Lavoro in banca. Non dirò quale. Vannacci ha ragione. Abbiamo accesso a queste piattaforme internamente. Ci viene detto di non menzionarle ai clienti. Mai. Quando ho visto Giorgetti alzarsi e andarsene ho capito che la cosa è seria.
Prove?
Non mi espongo qui. Ma chiediti: se non funzionasse, perché mandare la Finanza da un europarlamentare?
Infermiera, 1.480 al mese. Quando ha parlato della collega di Taranto ho pianto. Ho depositato. Se funziona è più di quello che lo Stato ha fatto per me in dieci anni. Se non funziona ho perso un turno di notte. 🤷♀️
Ogni volta che qualcuno promette soldi facili finisce male.
@Luca Brambilla nessuno ha promesso soldi facili. Ha detto che esiste una tecnologia. E per questo lo hanno fermato. Se fosse aria fritta nessuno muoverebbe un dito.
71 anni. Pensione INPS 980 euro. Bollette, medicine, cibo, a fine mese non resta niente. Quando ha detto «vi tengono dipendenti» ho sentito la mia vita. Ho provato. Se recupero anche solo le bollette di un mese è già qualcosa.
AGGIORNAMENTO: mi ero registrato 5 giorni fa dopo aver visto la puntata. Oggi ho fatto il primo prelievo: 340€ su PostePay. Arrivati in 3 ore. Non ci volevo credere, ho controllato tre volte. Funziona.
Camionista. Gasolio a 1,85. Milano-Bari due volte a settimana. A fine mese non resta niente. Ho visto la clip all'autogrill e mi sono registrato dal parcheggio. Tanto peggio di così...
Due bimbi. Mutuo 890. Stipendio 1.350. Quando Giorgetti ha detto «gestire il bilancio» ho lanciato il telecomando. Mi sono registrata coi soldi del compleanno.
@Chiara Colombo stessa situazione. Mutuo 780, stipendio 1.200. Mi sono registrata anch'io. Ti abbraccio ❤️
Ho provato a registrare anche mio marito, dice che c'è lista d'attesa. Io sono dentro, mi sono registrata subito dopo la puntata. Sbrigatevi.